domenica, giugno 17






              USD  PONTE DEI NORI 

               STAGIONE   2018/2019
Settore Giovanile


Programma Tecnico-tattico e psico fisico, l'itinerario del settore giovanile
Motto, aforisma:  “ Mai smettere di giocare”
Obbiettivi generali : aspetti metodologici  e pedagogici  di riferimento, della  nostra società  e del nostro settore giovanile, condivisione di una filosofia e didattica  calcistica comune




IL MISTER:


  • conosce il documento n°1  linee guida della  FGCI
  • accoglie e saluta i ragazzi , sia all'inizio che alla fine allenamento, partita.
  • favorisce il “far giocare”i nostri ragazzi
  • favorisce il “far giocare fuori” tornei amichevoli
  •  insegna a giocare ,  con allenamenti formativi , favorire il gioco, non soffocare la creatività, sperimentare il proprio metodo
  • sentirsi appartenenti,  far sentire ai ragazzi l' appartenenza ai colori grigio rossi,divisa di ordinanza e completo per allenamento
  • è positivo sempre  in campo agli allenamenti, in partita, con i ragazzi  e trasmettere  motivazioni e passione per il gioco
  • organizza le riunioni con i genitori con i responsabili della società
  • consegna all' inizio stagione i regolamenti ai  genitori e  al giocatore
  •  Partecipa alla condivisione della carta etica dei mister
  • Segue e condivide  le indicazioni del responsabile tecnico dell' attività di base
  • si aggiorna, accetta il confronto, avere voglia e determinazione di collaborare con tutte le figure della società
  • svolge tornei, amichevoli
  • propone il terzo tempo
  •  comunica entro aprile della seconda parte della stagione,  alla società/ D.S. Le proprie intenzioni per la stagione successiva
  • allena con intenzioni EDUCATIVE rispetto dei ruoli e delle cose
  • crea “ gruppo” – sq. Rispettando le specificità della personalità della persona – giocatore
  • cerchio dell'Autorevolezza
  • propone idee per migliorare la qualità del servizio
  • organizza a fine campionato la festa finale con partita genitori- giocatori
  • crede che i genitori siano  una risorsa positiva
  • esasperazioni zero,manifestare al D.S. M. Lorenzi ,ogni  propria esigenza e problematica
  • grande attenzione al singolo, insegna in maniera propositiva impegno – rispetto - sacrificio
  • rimette al centro del nostro programma comune,  il ragazzo e il suo giocare
  • crea un test per i ragazzi ,  a  metà stagione da condividere assieme
  • partecipa almeno ad un incontro con le scuole , lavoro permettendo. .Partecipare alle varie iniziative organizzate dalla società .
  • Incontri con il mister:  Proposte, non insegnamenti! Tematiche:
  • metodo ' allenare la prestazione'' cosa significa?.... cos'è il calcio? “play in reduced spaces” , alta intensità con la palla
  • allenamento .....come si struttura
  • la preparazione formativa  del giocatore con e senza palla, aspetti fisiologici della categoria che si allena in base alla età
  • il mister...........chi è?
  • La zattera.... gli spazi....
  • riscaldamento   FIFA the 11 + prevenire gli infortuni
  • l elastico palla coperta palla scoperta
  • transizioni..............e altro








Date orientative per gli incontri con i mister.:

 Giugno: Presentazione del programma e dei mister
Settembre: primo incontro,  poco prima dell inizio stagione. Argomento: “ cos'è l'allenamento e come si struttura”
Ottobre ;  argomento da decidere
Novembre: argomento da decidere
2019 altri due incontri e verifica finale



Obbiettivi specifici:  

 Condizioni:

  • lavorare a piccoli gruppi
  • alta intensità ,corsa, dinamicità
  • non calciare a caso
  • mai smettere di giocare
  • presenza  continua dell' avversario
  • allenamento supplementare
  • incoraggiamenti , rinforzare ,il linguaggio è contagioso
  • clima disteso  - esasperazioni  zero
  • cerchio della autorevolezza
  • urlo di squadra
  • l' allenamento deve ispirarsi al modello della partita
  • proporre dal facile al difficile
  • assenza di tempi morti
  • scomposizione dei gesti (metodo analitico)
  • correzione dell' errore in maniera induttiva, consapevolezza.
  • Abituare a fare sempre tutte e due le fasi : difensiva  e offensiva , giocatore universale. provare più ruoli




PROGRAMMA  DI  TECNICA:  
Tecnica individuale: 1^ parte settembre – novembre

1. palleggio
2. guida della palla (esterno interno- collo) possesso e dominio della palla “sensibilita”
3. trasmissione della palla : passaggio - appoggio
4. ricezione, controllo  della palla : stop a muro – stop orientato
5. pressione – pressing
6. postura del difensore  antero – posturale, + marco - copro
7. cambio di direzione con e senza palla
8. colpo di testa
9. tiri in porta -stop e tiro FAR GOAL
10. Rigori in movimento Shooout



Tecnica individuale: 2^ parte      novembre - maggio

1. dribling finta  e cambio di direzione
2. miglioramento del piede debole
3. protezione della palla
4. marcamento e smarcamento * più marco – copro...
5. marcatura , posizione antero – posturale, “lato debole – lato forte”
6. duello 1 x 1 * 2x1 * 2x2
7. passaggio in profondità e in ampiezza
8. sovrapposizione



Tecnica collettiva:


  • sviluppo dell'azione dal portiere ' non a caso'
  • movimento senza palla : la zattera
  • Partita a ranghi e spazi diversi 3x3 e 6x6  max  situazioni della prestazione, alta intensità e comprensione del gioco”play in reduced spaces”
  • partita a ranghi e spazi ridotti 7x7, 8x8, con superiorità numerica
  • tiro in porta in situazione FAR GOAL, l azione deve essere finita
  • schema  su calcio da fermo. sul corner, su punizione
  • chiudere gli appoggi
  • difesa della porta
  • attacco al possessore P.  “ conquista della  palla” (transizioni)  - marcatura
  • partite in superiorità  e inferiorità  numerica con temi e vincoli tecnici (pochi tocchi ,pressioni temporali e pressioni psicologiche)
  • scaglionamento
  • La diagonale difensiva
  • pressing – pressione
  • il triangolo, l'uno due
  • il sostegno
  • il gruppo la collaborazione
  • gioco senza palla “La zattera”

Programma generale della  Preparazione  e mantenimento fisico motoria condizionale, con e senza palla :
“ la partita è alta intensità ,  nelle azione di gioco , nei pressi della palla. Intervallata da bassa intensità,  di recupero , 
 lontano della palla, sempre in maniera intermittente.
E' caratterizzata da una attività AEROBICA – ANAEROBICA  intermittente. L' intermittente si manifesta con la presenza di accelerazioni, decelerazioni all'interno di un sistema eterogeneo , incerto, imprevedibile, situazionale e aciclico.
I movimenti più frequenti sono i  cambi di direzione e di senso, continui con varie angolature  accelerazioni e decelerazioni , che si alternano con altri tipi di attività così dette abilità aperte.
 In partita c'è un cambio di movimento ogni 6/7 secondi.
L'attività fisica di un calciatore è definita: come INTERMITTENZA, variazioni continue imprevedibili  ,  fra AEROBICA MASSIMALE- VAM e ANAEROBICA -INTERMITTENTE, ovvero momenti di alta intensità e  momenti di bassa intensità,  con tempi di recupero sempre minori. 
E' da qui parte ogni metodologia e programmazione sulla preparazione fisica. Non esiste una metodologia certa , assoluta, non c'è una programmazione che garantisce i risultati. l'unica cosa è certa e sono le indicazioni che arrivano dalla fisiologia dell'appartenenza della categoria che si allena.



MEZZI:


  • partite a spazi e  ranghi ridotti
  • esercizi coordinativi psicomotricità, scaletta
  • mezzo del “continuo in linea” del continuo in navetta, intermittente in linea e in navetta
  • possessi palla
  • partite a ranghi e spazi ridotti e variabili
  • addominali
  • corsa -  vam
  • capriola  - acrobaticità
  • cambi di direzione
  • accelerazioni sprint
  • decelerazioni, frenate
  • cambi di senso
  • pliometria
  • circuito a stazioni
POSIZIONE DEL DIFENSORE 'ANTERO POSTURALE', piedi mai paralleliIl difensore dopo aver effettuato la decelerazione e l'arresto in due tempi e iniziato il temporeggiamento, deve cercare di indirizzare l'avversario sul proprio lato forte, cioè quello del piede più lontano dalla palla. In questo modo potrà effettuare un intervento efficace trovandosi in posizione corretta e con i piedi pronti per accelerare. Posizione antero- posturale
Il difensore dovrà altresì evitare che l'avversario si indirizzi verso il suo lato debole, perché in questo caso sarà costretto a girarsi dando il dorso all'avversario oppure effettuare una giravolta di quasi 270 gradi per non perdere di vista la palla e diventare assolutamente vulnerabile.
Posizione Antero - posturale
In riferimento alla figura è tatticamente corretto che la linea di avanzamento del possessore palla non “cada”
nel mezzo degli appoggi, come è la tendenza diffusa ma deve coincidere con il piede arretrato.
Questa postura del difensore invita il p.p a spostarsi verso il forte. Se poi il difensore vuole con assoluta convinzione che il p.p. Si diriga in una certa direzione del campo , deve porsi in modo che la ipotetica linea di avanzamento del piede “cada” esternamente al piede arretrato.E' il medesimo del del pugile ,in cui la ricerca dell'equilibrio ,che si collega alla rapidita di spostamento in ogni direzione 




Il difensore deve avere appoggi leggeri e una postura che gli consenta in ogni momento di essere con il corpo in equilibrio e il baricentro mai fuori dalla base di appoggio per essere pronto a partire
Il difensore deve tenere spesso la souplesse per correggere la posizione sul campo (quando non sta bene o è stanco il difensore aumenta le partenze da fermo)
Il difensore fa poca andatura di corsa laterale, massimo 2-3 metri, oltre questa distanza deve fare corsa in avanti
Il difensore fa poca corsa all’indietro, massimo 2-3 appoggi, se gli appoggi dovessero essere di più deve girarsi e fare corsa in avanti
dove condurre il diretto avversario:





Posizione del difensore:
Posizione del difensore rispetto alla linea longitudinale del campo

Il difensore assume una posizione più vicina alla linea longitudinale e a quella di 

fondo campo, rispetto all’attaccante

Questo principio si basa sulla volonta' di conquista della pallaE’ il posizionarsi in 

funzione della palla e degli avversarsi se ci basa sul PRINCIPIO DI CONQUISTA 

DELLA PALLA


Si deve essere sempre sotto la linea della palla



Variando la distanza dalla linea di fondo campo il difensore si predispone più per 

l’anticipo che per la difesa della profondità e viceversa, il difensore marca e cerca l 

anticipo
La scelta dell’intervento del difensore è: attesa-anticipo-difesa della profondità
La scelta dell’intervento è legata principalmente alla lettura delle intenzioni di gioco del possessore di palla


Posizione del difensore alle spalle dell’attaccante sulla linea palla-porta

Questo posizionamento si basa sul principio di difesa della porta.

E’ il posizionarsi in fase difensiva in funzione della palla, della porta e degli 

avversari se ci si basa sul PRINCIPIO DI DIFESA DELLA PORTA 

Il difensore può scegliere di posizionarsi sulla linea palla-porta quando

cerca di ritardare l’azione offensiva, invitando un passaggio in zona 

esterna per un 1vs1 fuori e avversario di spalle





Uno contro uno: il duello : dribling – marcamento

Nell’analisi dell’uno-contro-uno dobbiamo considerare se l’attaccante è in possesso di palla o meno. Questo aspetto è importante e determina il corretto marcamento.
Marcamento: è una presa di posizione rispetto ad un avversario non in possesso di palla.
Il marcamento può essere di due tipi:
- A difesa della porta
Il difensore si posiziona sulla linea palla-porta. Questo posizionamento raramente consente l’anticipo e può essere in casi di pericolo (riattacco, oppure ripartenza avversaria) un’azione mirata a fare ritardare il gioco avversario invitando appositamente l’attaccante a ricevere la palla sui piedi o in una zona esterna del campo.
- A conquista della palla
Il difensore si posiziona avvicinandosi alla linea longitudinale della palla piuttosto che alla linea della porta. Questo posizionamento gli consente molte possibilità di anticipo senza trascurare la difesa dello spazio.
Principi tattici dell’azione difensiva individuale
Se il difensore ha difeso la profondità e il passaggio non è partito, deve risalire: o per lasciare in fuorigioco l’attaccante che è partito profondo, o per accorciare su di lui se è rimasto per ricevere la palla appoggiata.
Se l’attaccante nel movimento incontro va sotto linea palla il difensore non oltrepassa tale linea.
Il difensore nell’assumere la posizione di marcamento ha due obiettivi: difesa della profondità per non farsi superare dall’attaccante che parte alle sue spalle e non farsi puntare palla al piede da un avversario già lanciato.
Nel duello bisogna anche tenere conto dell’atteggiamento dell’attaccante in possesso di palla e in quale zona del campo si trova.
Avversario in possesso di palla (girato spalle alla porta)
“ “ “ “ (fronte alla porta, fermo)
“ “ “ “ (punta a rete in velocità)
Zona del campo in cui si trova (centrale, decentrata, laterale, traversone, cross dal fondo).
La posizione fondamentale del difensore
La massima reattività, il maggiore equilibrio per affrontare il duello con il diretto avversario in qualsiasi situazione di gioco il difensore li trova nella posizione fondamentale che si ottiene:
piedi quasi paralleli – posizionamento che consente al difensore di muoversi correttamente e rapidamente sia sul piano sagitale – avanti e indietro – che laterale (da destra a sinistra e viceversa) ad una larghezza uguale a quella delle spalle, quello interno avanzato e quello esterno in linea con la direzione con la palla (lato forte) sollevati sugli avampiedi, quindi talloni scarichi. Busto eretto e leggermente inclinato in avanti, testa alta, lo sguardo avanti per favorire la migliore visione periferica.
Nel marcamento entra in gioco l’avversario (in qualità di appoggio e non di portatore altrimenti si avrebbe il contrasto)
Indipendentemente dalla tattica difensiva uomo o zona , la marcatura si effettua sempre nello stesso modo !!
Se l’avversario è lo stesso per tutta la gara si parla di marcatura ad uomo
Se viceversa l’avversario sarà determinato da chi entra nella nostra zona di competenza si parla di marcatura a zona (termine non corretto, più corretto marcatura in una disposizione a zona)
Per marcare correttamente bisogna comunque rispondere a  2 condizioni:
1- ESSERE FRA AVVERSARIO E PORTA ( + o – vicini alla linea longitudinale del campo) a seconda se si marca sull’anticipo o a difesa della porta
2- VEDERE AVVERSARIO E PALLA

La situazione di 1vs1 è fondamentale per imparare a marcare


Componenti dell' Allenamento:
1. ESERCIZI: GIOCATORE /PALLA - A COPPIE O CON PIU' COMPAGNI - GRUPPO- SENZA PRESENZA DEGLI AVVERSARI- ESERCIZI FISICO/MOTORI/COORDINATIVI -CIRCUITI - TECNICA INDIVIDUALE  - GIOCHI - SFIDE A SQ.
2. POSSESSI PALLA: GIOCATORI/ PALLA- GRUPPO A SQ. A COPPIE- NON HANNO NE UNA DIREZIONE DI GIOCO, NE UNA CONTINUITA'  DI GIOCO - MOMENTO DEFATICANTE  - COLLABORATIVO- 
3.SITUAZIONI DI PRESTAZIONE:  GIOCATORI/PALLA/AVVERSARIO - - HANNO UNA DIREZIONE DI GIOCO . PARTITE A RANGHI E SPAZI VARIABILI , SITUAZIONI DI TIRO .
4.PARTITA : LIBERA , CON VINCOLI TECNICO TATTICI, A TEMA




FASI DELL ALLENAMENTO:


A.PRIMA FASE.INIZIALE: Accoglienza,riscaldamento,gioco libero,scarico psico- motorio

B. SECONDA FASE CENTRALE:  svolgimento degli obbiettivi prefissati

C.  TERZA  FASE FINALE : partita a tema  o libera. per mantenere l 'alta intensità si possono svolgere due partite in contemporanea con 4 S.Q.


sabato, giugno 16

situazioni - alta intensità - play in reduced spaces

Le situazioni di prestazione  le così dette "play in reduced spaces "sono un mezzo altamente allenante" pur facendo uso della palla. Dalle ultime ricerche è risultato  che queste situazioni sono altrettanto allenanti e  efficaci e producono  gli stessi effetti  dei lavori a secco dei interval training  (circuiti a secco con stazioni)  e  le esercitazioni sugli sprint con i cambi di direzioni. e dei carichi a secco Aerobici.
 L'utilizzo delle "play in reduced  spaces "  possono sostituire i  lavori a secco in quanto sono altrettanto efficaci per migliorare la condizione Aerobica e Anaerobica e quindi la prestazione nell 'allenamento.
Ripropongono in spazi e ranghi ridotti le variabili  e tutte le condizioni in alta intensità  che la partita ,la prestazione esprime .
E'  il  primo mattone che permette di insegnare a giocare a calcio,che favorisce lo sviluppo del gioco .
Favoriscono  la costruzione dell'azione di gioco, sostengono lo sviluppo sia nella parte offensiva che difensiva ,sia con e senza palla, sempre in situazione di difficoltà per la presenza continua dell avversario.
La caratteristica primaria delle "play in reduced spaces " è che producono   l' alta intensità, componente essenziale per il ritmo partita e il raggiungimento del massimo del risultato.
Inoltre permette di memorizzare la tecnica individuale  e la tattica  individuale e collettiva . favoriscono  l'aumento del proprio bagaglio cognitivo calcistico.
Il gioco di squadra, di collaborazione , che queste  situazioni di prestazione esternano , obbliga il giocatore ad adattarsi,  alle dinamiche  imprevedibili di integrazione tra le esigenze di attacco e difesa, di possesso e non possesso palla
Potenziano  e sviluppano  il  movimento con e senza palla.
Allenano la capacita di adattarsi durante l'azione di gioco  di riuscire nel tempo più veloce a prendere  la decisione più vantaggiosa per se stessi e per la propria squadra " osservare ,capire, scegliere"
 L' appoggio se vuole ricevere il pallone deve effettuare con la giusta scelta di tempo, un massimale cambio di velocità , di senso e direzione in riferimento del P.P. ed alla situazione di gioco del momento , cioè il giusto movimento senza palla.
Sotto  è raffigurato un primo esempio classico delle partite a portine a ranghi e spazi ridotti "play in reduced  spaces"
Il due contro due ,che assieme al 1x1 e 3x3 sono le più  allenanti e formative in assoluto.
Nel 3x3  molto più completo a livello tattico collettivo, il P.P. ha due possibilità di scarico, cosa che non possiede il 1x1 e 2x2..
Comunque il 2x2 e il 1x1  producono comunque  alta intensità e sono altrettanto allenanti, migliorano la tattica e la tecnica individuale.
Il 3x3 costringe i giocatori a collaborare e impone la continua attenzione del trio ed è per questo un mezzo fondamentale per lo sviluppo del gioco collettivo ed è molto assomigliante a situazioni reale della partita a ranghi completi.
Con le situazioni del "play in reduced spaces", a livello fisico,  alleniamo la VAM (massima velocità aerobica) e a seconda del carico anche le capacità Anaerobica .
La capacità di incrementare il livello di allenabilità che hanno le "play in reduced spaces" può essere prodotto in maniera diversa a seconda della scelta del formato, e sopratutto in base dalle scelte di alcune condizioni che influenzano le partite a ranghi e spazi diversi
condizioni:

  1. le dimensioni del campo
  2. le modifiche del gioco in base ai vincoli tecnici, numero di tocchi....aut ,corner ecc..
  3. la presenza del portiere
  4. il sostegno  e incoraggiamento del mister 
  5. il numero dei giocatori




classica "play in reduced spaces" : 2x2 difendo e attacco due portine che posso mettere anche in diagonale negli angoli:






3X3 CON 2  PORTINE campo 1 5x 20





3X3 CON PORTIERI + 4  SPONDE


3x3 con 6 sponde 15x20














4X4 CON PORTIERI






7X7 CON PORTIERI



misterEzio






mercoledì, giugno 13

IL mio modello, metodo e stile alternativo di organizzare gli allenamenti nella attività di base e non solo: "Allenare i calciatori alla prestazione, cioè alla partita''



Il mio metodo nuovo di conduzione degli allenamenti e della partita di campionato, ovvero lo stile che esprimo nell'insegnamento e nello sviluppo del gioco del calcio nell'"Attività di base" (e non solo), può essere riassunto in un frase di un grande maestro di calcio:
"IL CALCIO E' DI FACILE VISIONE MA DI DIFFICILE INTERPRETAZIONE, ebbene io provo a  dare una mia interpretazione
Il calcio è un gioco di squadra, imprevedibile, fortemente situazionale, aciclico, intermittente,   collaborativo e creativo.
 Innanzitutto la mia intenzione è di voler rispettare e realizzare proprio quanto contenuto nella frase: "il fine del giocatore è imparare a giocare,  giocando a calcio divertendosi, il vero allenatore, l'istruttore per eccellenza risulta essere la partita stessa che, in tutte le variabili, play in reduced spaces, permette di far crescere  il bagaglio cognitivo tecnico-tattico del giocatore"
Quindi  il mio voler allenare alla prestazione, alla partita  durante gli allenamenti  diventa prioritario. 
L'obiettivo più importante è la prestazione,  la situazione ,ovvero la partita (ad esempio situazioni di  partite a ranghi ridotti " play in reduced spaces"), dove è il gioco che insegna la tecnica specifica e la tattica e non viceversa. 



Un ragazzo, o meglio un giocatore durante l'attività di base o  di categoria  impara e affina e migliora  a giocare molto rapidamente a calcio  solo attraverso  la partita. La partita di calcio,  in tutte le sue variazioni e temi, diventa ''lo strumento'' principale, il vero istruttore nell'organizzazione degli allenamenti. L 'allenatore spesso durante gli allenamenti dovrebbe limitarsi ad osservare . 

Il giocatore ,giocando ,viene stimolato  l'insegnamento tattico collettivo dello sviluppo del gioco sia difensivo che offensivo, sia in possesso p. che in non possesso p. .Il modello dell'allenamento si deve avvicinare al modello della partita ed è la scoperta del gioco e della sua complessità , di situazione di difficoltà, di stress tattico-tecnico .che stimola e arrichisce il bagaglio cognitivo del giocatore . E' la partita , con la presenza continua dell avversario,proposta e   giocata in tutte le sue forme e tematiche fa ruotare l'organizzazione e stesura di un allenamento. 
Il continuo giocare a calcio permette al giocatore di arrichire continuamente il proprio carico cognitivo.
La partita di calcio oltre ad avere le caratteristiche della imprevedibilità e della situazionalità, ha alcune  prerogative inevitabili: come ad esempio la presenza continua dell'avversario, e del pallone. Ne consegue che il giocatore  deve essere  sollecitato con creativtà e in anticipo, a muoversi durante la partita e gli allenamenti con  la costante presenza  della  palla, dei compagni , e sempre in presenza dell'avversario. Solo così riesce  ad acquisire velocemente  la tecnica e la tattica, sempre in una situazione di difficoltà  e di imprevedibilità e in una complessa piattaforma situazionale. In questa situazione di stress tattico ,viene stimolato a  prendere iniziativa, ad abituarsi 'al nuovo', a  scegliere in tempi stretti rapidi, la giocata migliore  con  l'avversario e compagni di sq. che ne determinano i tempi e i modi
.Ogni giocatore deve porre  l'attenzione mai solo alla palla ma in modo determinante all'avversario , alla propria posizione ecc..
Durante le partite  a ranghi e spazi variabili ossia le ''situazioni prestative ''durante  allenamento è importante  inserire la regola, in caso di possesso palla, a "non calciare a caso". E' una semplice regola, apparentemente banale, che obbliga  il giocatore ad  una serie di ragionamenti, atteggiamenti  che rappresentano il preludio a schemi di gioco con palla in movimento e  riflessioni e stimoli quali:
1. Si impara a  mantenere il possesso palla in una situazione di difficoltà, responsabilità;
2. Si impara a passare la palla al  compagno che si trova nella traiettoria, "il più libero; '' zona luce ' ...scarico dove vedo al compagno più libero...
3. Si impara a valutare e risolvere  l'imprevisto, il problema tattico, 
4.  Si deve decidere nel minor tempo possibile favorendo il possesso e  il movimento dei compagni della propria squadra;
5. Si allena  "l'abitudine al nuovo" arricchendo anche il   proprio bagaglio cognitivo; si impara la tecnica e la tattica in situazioni reali che rispecchiano la partita
6. Si obbliga a mantenere  l'attenzione a lungo;
7. Si sviluppa  il movimento senza palla prima e sia prima che dopo aver ricevuto la palla, in maniera induttiva ;  favorendo il pricipio 'occupo spazio, libero  creo spazio''
8.   Si sviluppa la capacità di protezione (copertura della palla) e  difesa del pallone;
9. favorisce e potenzia lo spirito di collaborazione, la complicità, la comunicazione  e l'intesa fra compagni; 
10. Curare con attenzione la copertura e la chiusura preventiva
11. Indirettamente favorisce l'abbandono del principio calcistico che rappresenta un vecchio  stereotipo......''palla lunga e pedalare'' ossia calciare a caso,  non calciare a caso permette di curare  con molta attenzione l'inizio dello sviluppo dell azione fin dal portiere.
Durante le partite, in allenamento, prediligo il metodo induttivo centrato sulla possibilità che la soluzione spetti al giocatore. Qualche  volta intervengo per stimolare  più soluzioni, o gratificare una originale e efficace iniziativa.  All'inizio ho definito il mio, uno stile che ha come obbiettivo il "far tirare fuori'' al giocatore  la soluzione. Questo da solo non è sufficiente perchè l'insegnamento va acconpagnato a vere intenzioni educative, in cui l'avere un atteggiamento a disposizione delle esigenze della sq. è fondamentale. .
Si educa il  il giocatore  a prepararsi a vincere: si allena la prestazione per arrivare alla vittoria ma anche per accettare la sconfitta.
La regola del "mai caso" oltre ad allenare la  tecnica e la tattica in situazione di difficolta, favorisce la  protezione della palla,  attraverso il dribbling. Il dribbling è un gesto tecnico spesso  sottovalutato da noi allenatori.In realtà rappresenta nel calcio la magia  la creatività, la fantasia , il riuscire a districarsi in una possibile situazione difficile, complicata, rispecchia una scelta , una strategia ,una presa di posizione ben precisa. .
Come ultimo  concetto vorrei dire  che gli strumenti per allenare alla partita che devono essere presenti, anche in sostituzione del riscaldamento,  sono principalmente le partite a ranghi e spazi variabili definite più semplicemente le "partite a portine"  o meglio le "play in reduced spaces", che permettono  di perfezionare le transizioni, l'apprendimento tecnico tattico individuale e collettivo, in maniera induttiva , ancora : partite con sponde con tutte le possibili variabili e  le situazioni di tiro in tutte le variabili possibili, sempre in presenza dell'avversario. Durante l'unità di base, cioè l'allenamento si dovrebbero eseguire almeno  situazioni di tre partite ,in situazioni diverse ........
Il mister p scegliere a questo  proposito  tra un  numero infinito di variabili
Il  mister deve essere creativo coraggioso e  propositivo e avere un atteggiamento positivo. 
Per capirne di più interpellatemi.......sono disponibile gratuitamente ad esporre anche in maniera pratica , in campo, il mio metodo....
INVERTIAMO LA ROTTA! 





misterezio







Allenare - la- prestazione







lunedì, giugno 11

Allenamento ad alta intensità con la palla "play in reduced spaces"


Le situazioni di prestazione le cosi dette partite a portine a spazi  variabili e comunque a ranghi ridotti,  rispetto alla metratura di un campo da gioco regolare, hanno una altà capacità formativa sia sotto l' aspetto tecnico tattico che coordinativo motorio condizionale. La situazione per eccellenza è  del tre contro tre, la situazione di prestazione più allenante in assoluto.
 In questo caso la produzione dell' alta intensità è garantita. Per aumentare ancora l' intensità inserisco il  vincolo tecnico di giocare a pochi tocchi, o vario le dimensioni del campo .
Questa situazione è l elemento di base ,principale e fortemente formativo della tattica collettiva . 
Lo svolgimento a periodi ravvicinati e svolgere queste situazioni permette e facilita lo sviluppo del gioco e miglioramento della qualità della prestazione.
Queste partite aiuta al miglioramento sia nel P.P. che nel N.P.P. e tutti gli adattamenti  difesa e attacco. Infatti si possono considerare il "mattone" la fondamenta" per la costruzione  e sviluppo del gioco.

Progressione del 3x3.

3x3 a campo aperto possesso palla non ha una direzione di gioco







3x3 possesso palla in spazio delimitato





3x3 con goal meta




3x3  con portine




3x3 difendo e attacco due portine che si possono sistemare agli angoli del campo spostate in diagonale




3x3 con portieri







trex 3 con tre corridoi





Ecco alcuni altri esempi di situazioni di prestazione :

1^ SITUAZIONE




3x3 ancora  la situazione di prestazione più allenante in assoluto.in questo caso difendono e attaccano due portine . Le stesse si possono anche sistemare in diagonale negli angoli del campo. Si possono aggiungere altre due sq. ,una rossa e una blue che si posizionano dietro alle rispettive porte. Entrano in gioco dopo il goal. 
Tempo: 7 steep x 3 minuti a partita, sempre con i tempi di recupero inferiori.
campo 15 metri x 25 metri circa
giocatori N°6
il mister con i palloni permette di dare una continuità del gioco. Niente rimesse laterali
Anche in  questo caso l' alta intensità è garantita. Per aumentare ancora l' intensità inserisco il  vincolo tecnico di giocare a pochi tocchi .




2^ SITUAZIONE


Altra partita , senza portine , ma con sponde. Il ritmo favorisce ancora l alta intensità e a causa dello spazio ristretto obbliga i giocatori a grande attenzione e migliora la tecnica della ricezione e del passaggio, pur in situazione dificoltà. Le traiettorie è la velocità della palla si aggiungono alle problematiche tattiche .
Suggerisco anche di aumentare la metratura del campo ad un 25 metri per 25 metri circa, questo mi permette di alzare ulteriormente l' intensità, e di poter inserire il vincolo tecnico dei pochi tocchi.
6 steep da 4 minuti per tempo.


3^ SITUAZIONE

In questo caso si gioca un 7x7 in un campo 40x50. 

L ' intensità è leggermente inferiore rispetto ai due casi precedenti in qunto aumentano i giocatori e c'è la presenza dei portieri e dele rimesse laterali.
Qui si può inserire il vincolo tattico in cui l'azione deve partire dal portiere giocando " dove vede" al compagno posto a distanza di gioco.
5 steep da 6 minuti l' uno

Nelle partite a ranghi e spazi ridotti,  i tempi di recupero devono progressivamente diminuire. Poi il mister si farà guidare per modificare o eseguire degli aggiustamenti  dal sensaziometro, frutto della sua esperienza.
A livello fisico stiamo potenziando la vam , la massima velocità aerobica che permette di recuperare, tramite l ossigeno cioè  la potenza AEROBICA.  Se il lavoro viene  prolungato e i tempi di recupero diminuiscono fra uno steep e l altro, supereremo la soglia AEROBICA per entrare in situazione ANAEROBICA. A vantaggio della resilienza dei giocatori , svilupperanno  la capacità di sopportazione  dell' acido lattico che si forma nei muscoli. 

Riassumendo, si riesce a produrre alta intesità in situazione quando.
  1. il numero dei giocatori ridotto
  2. le dimensioni del campo 
  3. vincoli tecnici limitazione dei tocchi
  4. niente rimessa laterale calcio d'angolo  ma con l introduzione immediata del pallone sostitutivo da parte di  uno o due mister
  5. senza l 'utilizzo del portiere
  6. l' ncoraggiamento e intervento continuo del mister
Alla fine se dopo queste situazioni faccio svolgere un recupero passivo di circa 5 minuti, posso terminare l'allenamento con una partita a ranghi completi.
A parer mio le situazioni di prestazione che producono alta intensità sono 1x1,2x2,3x3.4x4.5x5.6x6. oltre cala la produzione dell'alta intensità e aumenta la bassa intensità ,mi riferisco alle situazioni 7x7,8x8......fino al 11x11. in questi casi il recuperi le pause sono maggiori.
misterEzio





sabato, giugno 9

Allenamento - Unita' di Base

In questo articolo desidero descrivere come si forma e si plasma  un allenamento ,  o denominata anche Unità di base o Unità didattica.
Affermo subito, che per formare e concepire un allenamento, in realtà, non esiste una metodologia  certa, non esiste una metodologia standard, che funge da ricetta  per ogni categoria, non esiste una programmazione predefinita che porta direttamente alla vittoria.
NON c'è  una programmazione che garantisce risultati subito .
L'unica cosa certa è  e conoscere  le indicazioni che arrivano dalla fisiologia  della categoria che si allena e comprendere e conoscere bene   chi si sta allenando e  sperimentare  le caratteristiche di ogni giocatore  della sq,  che comporta a ricercare e svolgere  un allenamento più  formativo  possibile sia per il giocatore che per l sq.
Questo è il punto di partenza.
Quindi per creare un allenamento, in generale, non c'è una metodologia ASSOLUTA.
La mia è,  di conseguenza, una proposta di allenamento,  per sollecitare una idea di come  formarlo.
La mia idea è che la composizione di un allenamento che si ispira,prende spunto,  in anzitutto al modello della partita.
Il giocatore deve essere allenato per fare il CALCIATORE e non altro.
E' la partita il vero istruttore , il vero preparatore,  per me  è lo strumento più allenante in tutti gli aspetti.
A questo punto trovo logico dare una collocazione e definizione di cosa è gioco del calcio, e cosa rappresenta  una partita.
La partita è caratterizzata da azioni ad  alta intensità intervallate ma momenti di bassa intensità, di  recupero, con una alternanza discontinua e causale.
All' inizio partita predomina l' alta intensità e i recuperi sono minimi.  Piu' passano i minuti più accade il contrario,  verso la fine si produce con difficoltà l'alta intensità e aumenta la percentuale di acido lattico(scoria dell'alta intensità) e i  tempi di recupero si dilatano e  risultano essere  maggiori rispetto all'altà intensità. Subentra l affaticamento..
Chiaramente per capire se i nostri allenamenti sono efficaci, idealmente, durante la partita tutti i componenti della squadra dovrebbero creare alta intensità fino all ultimo minuto di gioco, riducendo al minimo i tempi di riposo cioè la bassa intensità, questa è la sfida. . Solo così  l'acido lattico  che viene prodotto   viene puntualmente smaltito, mantenendo un  equilibrio fra  due componenti:  produzione dell' altà intensità e smaltimento dell'acido lattico.
L' allenamento ha fra gli obbiettivi di  alzare la capacità di sopportazione alla presenza dell acido lattico e riuscire a tamponare l' aumento dello stesso.
Il calcio la partita  è in anzitutto un GIOCO,  ne deriva che l 'allenamento dovrà comprendere un aspetto gioioso, di divertimento.
 E' .un gioco fortemente SITUAZIONALE CON LA PRESENZA CONTINUA DELL AVVERSARIO E  le azioni  di gioco non si presentano mai allo stesso modo, ma variano continuamente così anche i movimenti cheil giocatore esegue sono fortemente intermittenti.
E' un gioco imprevedibile aciclico, in cui le abilità del giocatore sono definite aperte 'OPEN SKILLS, in quanto il calciatore,finita una azione non sà mai come si presenta la prossima  e come deve muoversi alla successiva. Infatti il giocatore cambia attività ogni 5/6 secondi durante la partita .
L'attività del calciatore è poco organizzabile,  è difficile da codificare,  l'imprevedibilità del gioco e l' intermittenza dei movimenti la rende incerta e complessa..
E' un gioco IMPREVEDIBILE e obbliga il giocatore a valutar e risolvere, l imprevisto, nel minor tempo possibile.
Il calcio è anche  un gioco COLLABORATIVO dove  la coesione del gruppo è la fonte di ogni risultato a lungo termine,quindi conta anche l'aspetto psicologico.
Definita cosa è una partita ora definiamo cosa è un allenamento e  andiamo a conoscere i  componenti  i fattori  , gli strumenti ,  per la realizzazione  della stesura di un allenamento.
In una delle tante definizione dell allenamento si puo' riassumere in:
" l allenamento può essere definito  un processo , un insieme di ingredienti, che stimolano i movimenti:accelerazioni cioè sprint, decelerazioni cioè frenate,corse in linea ,contro movimenti , salti ,finte, cambi di  senso (dietro front nella stessa retta) e cambi  di direzioni  con angolature diverse.  Il tutto deve essere svolto e producendo  alta intensità,con tempi di riposo e di recupero  gradualmemte  sempre minori.
L' attività fisica  del calciatore è definita  come AEROBICA - MASSIMALE VAM  e  ANAEROBICA-  INTERMITTENTE, ovvero momenti di alta intensità e momenti di bassa  intensità.
I carichi fisici, tecnico tattici e psicologici devono essere  pianificati, modulati, progressivamente  ,  con intensità graduale e crescente.I  mezzi possono essere  e  semplici o complessi e devono centrare  gli obbiettivi sia  di formare il giocatore che  di migliorare e rinforzare  la qualità della prestazione del gruppo SQ."
Il numero degli allenamenti dovrebbero essere almeno tre, se sono due significherebbe fare otto allenamenti al mese, su trenta giorni! i tre allenamenti minimo, favorirebbero il cambiamento di stato da un livello di allenamento ad uno superiore, se c'è continuità,  la programmazione avrebbe un significato.
Per la fgci l'allenamento è suddiviso in tre FASI

A.   PRIMA  FASE  ACCOGLIENZA, RISCALDAMENTO ;  riscaldamento,gioco libero,scarico psico- motorio

B. SECONDA FASE CENTRALE:  svolgimento degli obbiettivi prefissati

C TERZA  FASE FINALE : partita a tema  o libera. per mantenere l 'alta intensità si possono svolgere due partite in contemporanea con 4 S.Q.

Ora, per comporre un allenamento, c'è bisogno degli ingredienti , dei COMPONENTI che devono servire per raggiunge il nostro obbiettivo che ci siamo prefissati.

1. ESERCIZI: GIOCATORE /PALLA - A COPPIE O CON ALTRI COMPAGNI - GRUPPO- SENZA PRESENZA DEGLI AVVERSARI- ESERCIZI FISICO/MOTORI -TECNICA TATTICA INDIVIDUALE  E COLLETTIVA - GIOCHI SFIDA A SQ.



2. POSSESSI PALLA: GIOCATORI/ PALLA- GRUPPO A SQ. A COPPIE- NON HANNO NE UNA DIREZIONE DI GIOCO, NE UNA CONTINUITA'  DI GIOCO - MOMENTO DEFATICANTE  - COLLABORATIVO- 



3.SITUAZIONI DI PRESTAZIONE:  GIOCATORI/PALLA/AVVERSARIO - - HANNO UNA DIREZIONE DI GIOCO ES: PARTITE A RANGHI E SPAZI VARIABILI , SITUAZIONI DI TIRO



4.PARTITA : LIBERA , CON VINCOLI TECNICO TATTICI, A TEMA


Infine elenco le CONDIZIONI affinchè un allenamento abbia efficacia:

  • CLIMA SERENO
  • NIENTE TEMPI MORTI E BREVI SOSTE
  • ALLENARE IN PICCOLI GRUPPI
  • INTENSITA' ALTA
  • CORSA MOBILITA' MOVIMENTO
  • ESEGUIRE ALMENO TRE TIPOLOGIE DI SITUAZIONI DI PRESTAZIONE DURANTE LO STESSO ALLENAMENTO. 
  • IL MODELLO DELL' ALLENAMENTO DEVE COPIARE IL MODELLO DELLA PARTITA
  • CONTINUO INCORAGGIAMENTO DEL MISTER, RIVOLGENDOSI SIA AL SINGOLO CHE AL GRUPPO CON ATTEGGIAMENTI DI RINFORZO
A questo punto , dopo tutte queste considerazioni generali dobbiamo convincerci  che per ideare il nostro allenamento basterà  mettere assieme, con l ordine che riteniamo migliore gli ingredienti (COMPONENTI) e ordinarli , sistemargli come meglio pensiamo,  per riuscire a raggiungere gli obbiettivi prefissati.

Es.  DI ALLENAMENTO CON LA PARTECIPAZIONE  DI 20 GIOCATORI 3 MISTER



SCHEMA DELL ALLENAMENTO:
A.   3              durata 20 °
B.  3-2-1-3   durata 50°
C. 4             durata 45°   + 5° di defaticamento
                    tot. 120°

SVOLGIMENTO:
 A.  PRIMA FASE :ACCOGLIENZA  &  RISCALDAMENTO: SPIEGO COME INIZIAMO IL RISCALDAMENTO E PRESENTO LA SITUAZIONE CHE SVOLGEREMO. E CHE LA PALLA NON DEVE ESSERE MAI GIOCATA A CASO E LE FASI SUCCESSIVE CON L OBBIETTIVO PREFISSATO.
3  SITUAZIONE DI PRESTAZIONE CON PORTIERI:  DIVIDO IL GRUPPO IN 4 , CON  DUE CAMPI E 4 SQ ,  FACCIO ESEGUIRE UNA PARTITA 4X4, PER PARTE  .
 IL MISTER SI POSIZIONA FRA I DUE CAMPI CON UNA SACCA PIENA DI PALLONI, QUESTO E' UTILE PER RIMETTERE IMMEDIATAMENTE IN GIOCO UN PALLONE NUOVO NELLA EVENTUALITA' FOSSE USCITO DA CAMPO IL PALLONE DELLA PARTITA.
SOLO COSI IL GIOCO NON VIENE INTEROTTO E L INTENSITA' RIMANE ALTA.
INIZIO  QUESTE PARTITE A RITMO BLANDO LASCIO GIOCARE SOLO PER PRESSIONE  PER 5 MINUTI SENZA INTERVENIRE.  
POI  INTERVENGO  INSERENDO A GIOCO FERMO QUALCHE ESERCIZIO FISICO GENERALE .
SUCCESSIVAMENTE INSERISCO IL PRESSING E GIOCO LIBERO, COSI  AUMENTA IL RITMO E LA CORSA  E AGONISMO. NEL FRATTEMPO RINPICIOLISCO DI QUALCHE METRO IL CAMPO . IL RITMO SALE ANCORA,FACCIO ESEGUIRE 3 STEPP DI PARTITA A 3 MINUTI PER TEMPO. ALLA TERZA PARTITA RIDUCO IL RECUPERO PRATICAMENTE A ZERO.
TEMA TATTICO : LA SQUADRA CHE  NON POSSESSO PALLA,  RIENTRANO  IMMEDIATAMENTE  A DIFESA DELLA PORTA,  CURANDO L AMPIEZZA  E LA CHIUSURA , SECONDO IL PRINCIPIO "PIU' COPRO E MENO MARCO" , ALLENTANDO LE MARCATURE E CURANDO  LO SCAGLIONAMENTO DIFENSIVO.
FINE PRIMA FASE 


B. SECONDA FASE: FASE CENTRALEOBBIETTIVO SVILUPPO DEL GIOCO E GIRO PALLA FRA IL PORTIERE E LA DIFESA

3SITUAZIONE DI PRESTAZIONE 3 X 3  SENZA PORTIERE CON PORTINE 
-DUE STEPP DA TRE MINUTI CON RECUPERO FRA UN TEMPO E L ALTRO DI 2 MINUTI, PER SCENDERE A NESSUN RECUPERO ALLA TERZA PARTITA  

2- POSSESSO PALLA DIVIDO IL GRUPPO IN DUE SQ. ESERCIZIO DI POSSESSO PALLA , VINCE LA SQUADRA  CHE RIESCE A FARE NEL PIU' BREVE TEMPO (PRESSIONE TEMPORALE) 4 PASSAGGI DI SEGUITO SENZA MAI PASSARE ALLO STESSO COMPAGNO.



1-ESERCIZI: STAFFETTA:  DIVIDO IL GRUPPO IN 4 SQ. AD OGNI GIRO MI DEVO TOGLIERE LA CASACCA E FARLA INDOSSARE AL COMPAGNO CHE DEVE RIPARTIRE




3SITUAZIONE DI PRESTAZIONE: 5 X 5 CON PORTIERI.SEMPRE DUE CAMPI E 4 SQ. VINCOLO TATTICO: L AZIONE DEVE PARTIRE DA PORTIERE CHE DEVE ESEGUIRE UN GIRO PALLA CON I PROPRI DIFENSORI DI ALMENO TRE PASSAGGI. IL PRIMO PASSAGGIO E' LIBERO E LA PARTITA INIZIA DOPO AVER EFFETTUATO I PASSAGGI
FINE FASE CENTRALE



CTERZA FASE: FINALE
 4PARTITA LIBERA:
A RANGHI COMPLETI
 CON I PORTIERI CON LO STESSO VINCOLO TATTICO TECNICO. AGGIUNGO UN ULTERIORE VINCOLO TECNICO: AD  OGNI PALLONE GIOCATO  A CASO  VIENE SANZIONATO CON UNA PUNIZIONE CONTRO LA SQ. CHE LO HA ESEGUITO.
 SE L' INTENSITA' DIMINUISCE INSERISCO UN ULTERIORE  VINCOLO TECNICO: FACCIO GIOCARE A DUE TOCCHI.

DOPO UN LEGGERO DEFATICAMENTO FINALE (RITORNO ALLA CALMA) , FACCIO  4 CHIACCHERE  CON LA SQ. IN CERCHIO  CON   VERIFICA  VELOCE DELL' ALLENAMENTO. LE MIE CONSIDERAZIONI SONO AIUTATE DA  UNO STRUMENTO,   CHE OGNI ALLENATORE E' IN POSSESSO  "SENSAZIOMETRO" UN O STRUMENTO FRUTTO DELLA MIA ESPERIENZA  CHE OGNI ALL' ALLENATORE E' IN POSSESSO ,AIUTA A FARE  DELLE VALUTAZIONI E VERIFICHE A FREDDO  SIA SUL SINGOLO CHE SUL GRUPPO, E   GLI PERMETTE DI CONTROLLARE  SE L'ALLENAMENTO E' STATO SUFFICENTEMENTE  FORMATIVO....
Chiaramente la descrizione dell allenamento è descritta in maniera sobria e sommaria. E' il campo che coinvolgendomi emotivamente che mi permetterà di lavorare con maggiore proffesiaonalita e precisione.
Questo sistema  di allenamento , questo metodo,  è una proposta di un allenamento che non risulta e apparire essere  rigida,  anzi sarà ogni allenatore avere  la facoltà di invertire , cambiare, incastonare  le componenti  1, 2, 3, e 4 a proprio piacimento, così   la composizione dell allenamento sarà  un puzzle che rispecchierà  il proprio  metodo e il proprio modo di allenare  e che dipenderà anche dagli  obbiettivi e tematiche che  il mister vuole raggiungere.
Lo svolgimento di questo mio allenamento prevede  quasi per intero la presenza della  palla. Questo però non deve  far escludere  al  mister di  lavorare anche a secco. Questo dipenderà  dalle proprie convinzioni ed esperienza. Ribadisco che questa è una mia proposta.ed chiaramente  influenzata  dalla mia filosofia e dal  mio metodo ''allenare la prestazione''frutto della mia  esperienza.
misterEzio

ES. DI PARTITA A RANGHIE SPAZI RIDOTTI 3 X 3




misterEzio "allenare la prestazione"







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