lunedì, gennaio 1

Il Mister nel settore giovanile: competenza, equilibrio, entusiasmo e coraggio

Il calcio è un gioco finalizzato alla vittoria ma in verità è più espressione del singolo e della squadra intesa come gruppo!
Dopo tanti anni in campo provo ora a definire quali caratteristiche debba avere un Mister che allena nella attività di base 

Il Mister...
  • Ha letto il comunicato n° 1 del settore giovanile e scolastico della FIGC;
  • E' coraggioso;
  • E' coerente;
  • E' creativo;
  • E' fantasioso;
  • E' empatico;
  • E' equilibrato, fiducioso, deve rafforza e rassicurare il ragazzo - giocatore 
  • E' fortemente comunicativo;
  • Riconosce il calcio come un gioco e accetta i tre risultati senza esasperazione;
  • Prepara, durante gli allenamenti, il gruppo a vincere è sa anche perdere;
  • Crea un clima sempre positivo sia negli allenamenti che in partita, senza farsi influenzare dal risultato;
  • Riesce a creare un rapporto interpersonale con ciascun giovane giocatore durante gli allenamenti;
  • Riesce a mettersi in discussione serenamente;
  • E' autorevole; e fa rispettare le regole ,
  • Non esclude i meno abili chi è è più immaturo sotto l aspetto della crescita e non esalta i più abili
  • Rispetto e attenzione .e rende ogni componente della squadra visibile con interventi personalizzati sempre positivi.
  • Sposa il concetto: "Dove c'è divertimento, c'è apprendimento";
  • Deve prediligere l allenamento di formazione prestativo,e  e sulla persona e non solo all' allenamento di  rendimento rivolto solo alla vittoria
  • Mette al centro del gioco del calcio il giocatore (come persona) e il pallone;
  • Impara a gestire l'errore; vederli, capire la causa, trovare la soluzione giusta 
  • Riesce a dare, nell'errore del giocatore, una svolta positiva;
  • Insegna ai giocatori che le regole del gioco vanno assolutamente rispettate;
  • E' portatore sano dei valori che lo sport insegna; rinforza i comportamenti positivi ,incoraggia e gratifica ,deve riuscire a parlare a tutti...'''sono convinto che RIESCI  puoi farcela ...''evita le battute e le umiliazioni dirette al ragazzo-. giocatore . specialmente in gruppo..il mister deve rispettare  la personalita di ciascun ragazzo - giocatore , deve motivarlo sempre !
  • Sviluppa la socializzazione e l'aggregazione tra i componenti del gruppo;
  • Riconosce che i risultati si raggiungono soltanto creando un gruppo coeso, compatto, unito ed equilibrato;
  • Trasmette entusiasmo, divertendosi con sincera spontaneità;
  • Evita e prevede eventuali abbandoni (Es. "me ne vado perché non sono bravo");
  • Sostiene con convinzione  che il giovane giocatore ha il diritto di poter giocare;
  • Riesce a motivare i ragazzi a giocare con passione; mettendo al centro del progetto il giocatore  ,ragazzo , la persona al centro del processo di crescita.
  • il rispetto delle regole non è il punto di partenza ma un obbiettivo costante del lavoro 
  • Non improvvisa ed è aggiornato e competente;
  • Insiste sul fair play e sul gioco corretto, non tollerando gioco scorretto e linguaggio scurrile:
  • Riesce a trasmettere ai giovani calciatori che le vittorie più belle sono quelle che si riportano su se stessi e nei propri progressivi miglioramenti;
  • Deve riportare il modello della partita al modello dell'allenamento 
  • Non dà durante gli allenamenti solo soluzioni da ricordare , ma pone problemi tattici e tecnici da ricordare:
  • VEDERE:RACCOLTA DATI
  • Capire la differenza fra pubertà e adolescnza 
  • CAPIRE:ELABORAZIONE DATI
  • SCEGLIRE ,DECIDERE:DARE UNA SOLUZIONE , E nella velocita di lettura del gioco la svolta per ogni giocatore, assenza di tempi morti
  • Ripete gli esercizi che propone; progresione dal piu facile al più difficile 
  • Accoglie i ragazzi ad ogni allenamento e in partita con gioia riconoscendo a ciascuno la propria unicità;
  • Riesce a trasmettere che non bisogna mollare mai e trasmette : sacrificio, rispetto e impegno
  • Accetta la eterogeneità del gruppo;
  • Deve mettere il giocatore nella condizione ideale per "dare qualcosa in più";
  • Sa ascoltare senza pregiudizi;
  • Crede nella forza del gruppo; e che riesce essere :
  • ISTRUTTORE
  • INSEGNANTE
  • FACILITATORE DI APPRENDIMENTO
  • ORGANIZZATORE
  • PROGRAMMATTORE
  • ANIMATORE 
  • EQUILIBRATO (COERENTE) 
  • POSITIVO
  • QUALIFICATO
  • EDUCATORE 
  • Non si comporta "come uno struzzo" ma fa emergere i comportamenti non idonei e non in sintonia con le regole del gruppo;
  • Sa accompagnare, aggiustare e incoraggiare la crescita dei singoli e del gruppo;
  • Allena e sviluppa la creatività dei singoli;
  • Non soffoca la fantasia dei singoli;
  • Insegue obiettivi di prestazione e non solo di risultato;
  • Crea allenamenti mantenendo un ritmo incalzante; stimolando il difendere e il riconquistare palla cioè migliore la velocità del pensiero ,attacco e difesa ,possesso e non possesso palla .il clcio è un gioco intermittente.
  • Usa sempre il pallone nei suoi allenamenti; come l avversario.
  • Allena con intenzioni educative; 
  • Che lo spogliatoio è una palestra di vita , un momento importante di socializzazione 
  • Crea un allenamento che rispecchia la partita
  • che è la partita ,la prestazione il vero istruttore per impare a giocare a calcio.
  • Fa giocare in partita tutti i giocatori;
  • Sa educare alla competizione in modo equilibrato;
  • Ha rispetto dell'arbitro e degli avversari;
  • Si aggiorna creando sempre novità negli allenamenti;
  • Allena e stimola l'"abitudine al nuovo"; al non calciare a caso
  • Crede in quello che fa con fermezza e convinzione;
  • Considera i genitori come risorsa positiva;
  • deve prediligere l esaltazione del dribbligh al gioco a pochi tocchi
  • Che il giocare e appartenere ad il gruppo squadra può dirsi riuscito quando è fondato nel rispetto per altro cioè quando ogni giocatore accetta con convinzione di voler imparare e accettare il confronto con le diverse personalità ( il gruppo squadra è sempre eterogeneo)  e prospettive dei propri compagni.
  • Nel suo programma pone degli obiettivi in virtù anche delle sue capacità valutative;
  • Si mette in discussione con umiltà e serenità;
  • E' convinto che il calcio sia lo sport più bello del mondo.
  • Che gli allenamenti sono saldamente ispirati : al correre ( con palla e senza)  al Saltare  e al rotolare.....agli schemi motori coordinativi
E' fondamentale sottolineare, pur essendo un concetto banale, che allenare nel settore giovanile ci vuole un  grande senso di responsabilità e preparazione e conoscenza della materia. 
Lo sviluppo e la crescita dei calciatori di oggi dipendono anche dal modo di agire e di porsi dell'allenatore nei loro confronti. Il Mister deve quindi accompagnare la crescita del giocatore.
Per i ragazzi l'allenatore è un punto di riferimento importante (esterno alla famiglia), da imitare e da seguire, con il quale condividere la passione per il gioco del calcio.
E' molto diffusa nei giovani che si avvinano allo sport , al calcio , avere spesso motivazioni ESTRINSICHE, influenzati dalla televisione o quant altro che trasmette a loro  rinforzi poco consistenti ,convincenti e poco auto motivanti quindi molto  fragili.
Quando la motivazione che noi mister  trasmettiamo è  solo orientato al risultato con esasperazione , andiamo a colpire e diminuire   l' auto efficacia  del ragazzo e viene a mancare la convinzione ' di potercela fare' di riuscire a superare l ostacolo. L'autostima diminuisce e la motivazione risulta debole e successivamente crolla alle successive difficoltà e può manifestarsi con l abbandono.
Un bravo mister deve trasmettere PASSIONE e fare affascinare  il giovane giocatore  al  il gioco del calcio coinvolgendo tutti i ragazzi e l intero gruppo,  Sono le  motivazioni INTRINSICHE che permettono di riscoprire  la giocosità del gioco del calcio.
Il  gioco del calcio è prima cosa un luogo educativo dove sono importanti il divertimento ,il poter giocare , la condivisione anche di insuccessi o anche successi senza nutrire rabbia e false ambizioni .
il mister ha il compito DI ALLINEARE  il percorso di cresita di ogni ragazzo  - giocatore. 
IL LINGUAGGIO DEL MISTER E' MOLTO CONTAGIOSO SE E' EMPATICO E POSITIVO

IL MISTER E' ESPRESSIONE DI TANTI RUOLI E COMPETENZE. COMPOSTO  DA TANTE RESPONSABILITA' DA NON SOTTACIERE e non sottovalutare.
'il tempo non conta ,conta il raggiungimento dell obbiettivo.'
Noi mister e le societa  della attivita di base devono dobbiamo riprendere a proggrammare a lungo termine , mettendo al centro il ragazzo.

sabato, dicembre 23

Considerazioni sull'atteggiamento giusto: il gruppo........"il giocatore e il mister".....

La comunicaziore  ha significato  e successo nella risposta che ottieni, il cosiddetto feedback. Questa affermazione è condivisibile e  funziona  soltanto se l'interlocutore (il giocatore, il gruppo, il mister) dimostra disponibilità d'ascolto e  volontà di reciprocità con l'altro. Il calcio è uno sport di squadra in cui la comunicazione e la collaborazione fra il mister e il gruppo di giocatori significano "apprendere insieme aiutandosi reciprocamente". Comunicazione e collaborazione sono dunque fondamentali per il raggiungimento di qualsiasi risultato, sia nell'immediatezza , i tre punti in campionato, che a lungo termine come vincere un campionato. In ogni sport di squadra il gruppo nasce da una  cooperazione fra " allenatore e  giocatori e fra i giocatori stessi  " che lavorano assieme per uno scopo fortemente condiviso; questo atteggiamento è l'origine dello stare assieme. Nel gruppo ogni giocatore può trovare la possibilità di soddisfare il bisogno di autorealizazione ,di scambio e di condivisione. Il gruppo diventa luogo di forza reciproca , luogo di scambio e di crescita, di disponibilità verso l'altro.  A mio parere il "noi del gruppo" è la fonte di ogni risultato. Solo così si esce da una concezione del calcio "egoistica" in cui   l'"Io" prende posto del "Noi". Dietro ogni obiettivo raggiunto  c'è sempre un gruppo compatto e fortemente coeso .
Le diversità dei singoli deve essere accettata, riconosciuta e valorizzata con rapporti positivi  interdipendenti fra giocatori e allenatore. Se invece questa diversità non crea confronto, disponibilità verso l'altro, puo' sviluppare insoddisfazione, chiusura e addirittura scontro.
Il gruppo diventa così uno strumento per vincere. Lavorare assieme per un obiettivo comune diventa allora una priorità. La condivisione dell'obiettivo  va cercata  con forza  da tutti assaporando il  piacere di  giocare assieme, nel rispetto di regole di comportamento, di tattica comuni attraverso un atteggiamento psicologico  sempre positivo e propositivo (integrazione). Ogni giocatore con il proprio ruolo e le proprie caratteristiche, concorrerà al raggiungimento degli obiettivi e scopi comuni con un atteggiamento di disponibilità verso l'altro. La condivisione di comportamenti,  per raggiungere obiettivi riconosciuti da tutto il gruppo, rappresenta il fattore propulsivo di crescita e di miglioramento sia del singolo che del gruppo stesso. L'obiettivo chiaro e condiviso fornisce lo stimolo affinchè ogni giocatore dìa costantemente (credendo fortementedo poter ,partita dopo partita  alzare il proprio limite di miglioramento) il proprio contributo al resto del gruppo, o meglio al "noi" del gruppo. Il gruppo è presente l'interpendenza, ciò significa che per raggiungere un risultato non  basta  e  non  è  possibile agire da soli: gli altri componenti della squadra sono indinspensabili e necessari . Solo creando un forte legame fra allenatore e giocatore si crea un gruppo efficace, collaborativo, dove è forte la coordinazione.
Il gruppo inteso come cooperazione e collaborazione  promuove relazioni positive  e maggior equlibrio psicologico di squadra. Questo atteggiamento positivo sviluppa la stima e la fiducia in sè stessi e verso la squadra; nei momenti di difficoltà ogni componemte riceve aiuto  dagli altri compagni, evitando situazioni di  conflitto  che potrebbero danneggiare il gruppo stesso.
In sintesi l'idea di un gruppo affiatato si può rissumenre in questo concetto: "Quello che non  puoi o non riesci a fare da solo, puo' essere realizzato tutti  insieme". Questo forte senso di coesione e di apparteneza aiuta anche ad abbassare il  livello d' ansia, di stress e di paura di fallire che precede ogni partita.
'' IL  gruppo e la sua compatezza  è l'unico vero ispiratore per poter raggiungere traguardi ''importanti

sabato, dicembre 9

IL mio modello, metodo e stile alternativo di organizzare gli allenamenti nella attività di base e non solo: "Allenare i calciatori alla prestazione, cioè alla partita''



Il mio metodo nuovo di conduzione degli allenamenti e della partita di campionato, ovvero lo stile che esprimo nell'insegnamento e nello sviluppo del gioco del calcio nell'"Attività di base" (e non solo), può essere riassunto in un frase di un grande maestro di calcio:
"IL CALCIO E' DI FACILE VISIONE MA DI DIFFICILE INTERPRETAZIONE, ebbene io provo a  dare una mia interpretazione
Il calcio è un gioco di squadra, imprevedibile, fortemente situazionale e creativo.
 Innanzitutto la mia intenzione è di voler rispettare e realizzare proprio quanto contenuto nella frase: "il fine del giocatore è imparare a giocare,  giocando a calcio divertendosi, il vero allenatore, l'istruttore per eccellenza risulta essere la partita stessa che, in tutte le variabili, permette di far crescere  il bagaglio cognitivo tecnico-tattico del giocatore"
Quindi  il mio voler allenare alla prestazione, alla partita  durante gli allenamenti  diventa prioritario. 
L'obiettivo più importante è la prestazione,  la situazione ,ovvero la partita (ad esempio situazioni di  partite a ranghi ridotti), dove è il gioco che insegna la tecnica specifica e la tattica e non viceversa. 

Un ragazzo, o meglio un giocatore durante l'attività di base o  di categoria  impara e affina e migliora  a giocare molto rapidamente a calcio  solo attraverso  la partita. La partita di calcio,  in tutte le sue variazioni e temi, diventa ''lo strumento'' principale, il vero istruttore nell'organizzazione degli allenamenti. L 'allenatore spesso durante gli allenamenti dovrebbe limitarsi ad osservare . 

Il giocatore ,giocando ,viene stimolato  l'insegnamento tattico collettivo dello sviluppo del gioco sia difensivo che offensivo, sia in possesso p. che in non possesso p. .Il modello dell'allenamento si deve avvicinare al modello della partita ed è la scoperta del gioco e della sua complessità , di situazione di difficoltà, di stress tattico-tecnico .che stimola e arrichisce il bagaglio cognitivo del giocatore . E' la partita , con la presenza continua dell avversario,proposta e   giocata in tutte le sue forme e tematiche fa ruotare l'organizzazione e stesura di un allenamento. 
Il continuo giocare a calcio permette al giocatore di arrichire continuamente il proprio carico cognitivo.
La partita di calcio oltre ad avere le caratteristiche della imprevedibilità e della situazionalità, ha alcune  prerogative inevitabili: come ad esempio la presenza continua dell'avversario, e del pallone. Ne consegue che il giocatore  deve essere  sollecitato con creativtà e in anticipo, a muoversi durante la partita e gli allenamenti con  la costante presenza  della  palla, dei compagni , e sempre in presenza dell'avversario. Solo così riesce  ad acquisire velocemente  la tecnica e la tattica, sempre in una situazione di difficoltà  e di imprevedibilità e in una complessa piattaforma situazionale. In questa situazione di stress tattico ,viene stimolato a  prendere iniziativa, ad abituarsi 'al nuovo', a  scegliere in tempi stretti rapidi, la giocata migliore  con  l'avversario e compagni di sq. che ne determinano i tempi e i modi
.Ogni giocatore deve porre  l'attenzione mai solo alla palla ma in modo determinante all'avversario , alla propria posizione ecc..
Durante le partite  a ranghi ridotti durante  allenamento è importante  inserire la regola, in caso di possesso palla, a "non calciare a caso". E' una semplice regola, apparentemente banale, che obbliga  il giocatore ad  una serie di ragionamenti, atteggiamenti  che rappresentano il preludio a schemi di gioco con palla in movimento e  riflessioni e stimoli quali:
1. Si impara a  mantenere il possesso palla in una situazione di difficoltà, responsabilità;
2. Si impara a passare la palla al  compagno che si trova nella traiettoria, "il più libero; '' zona luce ' ...scarico dove vedo al compagno più libero...
3. Si impara a valutare e risolvere  l'imprevisto, il problema tattico, 
4.  Si deve decidere nel minor tempo possibile favorendo il possesso e  il movimento dei compagni della propria squadra;
5. Si allena  "l'abitudine al nuovo" arricchendo anche il   proprio bagaglio cognitivo; si impara la tecnica e la tattica in situazioni reali che rispecchiano la partita
6. Si obbliga a mantenere  l'attenzione a lungo;
7. Si sviluppa  il movimento senza palla prima e sia prima che dopo aver ricevuto la palla, in maniera induttiva ;  favorendo il pricipio 'occupo spazio, libero  creo spazio''
8.   Si sviluppa la capacità di protezione (copertura della palla) e  difesa del pallone;
9. favorisce e potenzia lo spirito di collaborazione, la complicità, la comunicazione  e l'intesa fra compagni; 
10. Curare con attenzione la copertura e la chiusura preventiva
11. Indirettamente favorisce l'abbandono del principio calcistico che rappresenta un vecchio  stereotipo......''palla lunga e pedalare'' ossia calciare a caso,  non calciare a caso permette di curare  con molta attenzione l'inizio dello sviluppo dell azione fin dal portiere.
Durante le partite, in allenamento, prediligo il metodo induttivo centrato sulla possibilità che la soluzione spetti al giocatore. Qualche  volta intervengo per stimolare  più soluzioni, o gratificare una originale e efficace iniziativa.  All'inizio ho definito il mio, uno stile che ha come obbiettivo il "far tirare fuori'' al giocatore  la soluzione. Questo da solo non è sufficiente perchè l'insegnamento va acconpagnato a vere intenzioni educative, in cui l'avere un atteggiamento a disposizione delle esigenze della sq. è fondamentale. .
Si educa il  il giocatore  a prepararsi a vincere: si allena la prestazione per arrivare alla vittoria ma anche per accettare la sconfitta.
La regola del "mai caso" oltre ad allenare la  tecnica e la tattica in situazione di difficolta, favorisce la  protezione della palla,  attraverso il dribbling. Il dribbling è un gesto tecnico spesso  sottovalutato da noi allenatori.In realtà rappresenta nel calcio la magia  la creatività, la fantasia , il riuscire a districarsi in una possibile situazione difficile, complicata, rispecchia una scelta , una strategia ,una presa di posizione ben precisa. .
Come ultimo  concetto vorrei dire  che gli strumenti per allenare alla partita che devono essere presenti, anche in sostituzione del riscaldamento,  sono principalmente le partite a ranghi ridotti,  definite più semplicemente le "partite a portine" che permette di perfezionare le transizioni, l'apprendimento tecnico tattico in maniera induttiva , ancora : partite con sponde con tutte le possibili variabili e  le situazioni di tiro in tutte le variabili possibili, sempre in presenza dell'avversario. Durante l'unità di base, cioè l'allenamento si dovrebbero eseguire almeno  situazioni di tre partite ,in situazioni diverse ........
Il mister p scegliere a questo  proposito  tra un  numero infinito di variabili
Il  mister deve essere creativo coraggioso e  propositivo e avere un atteggiamento positivo. 
Per capirne di più interpellatemi.......sono disponibile gratuitamente ad esporre anche in maniera pratica , in campo, il mio metodo....
INVERTIAMO LA ROTTA! 


misterezio













mercoledì, novembre 1

Finte, contromovimenti e cambi di direzione uno contro uno , DRIBBLIG


OBIETTIVI:
UNO CONTRO UNO , DUELLO ,DRIBBLING
FINTE & CAMBI DI DIREZIONE


Il calcio è stato anche giustamente definito come uno sport di movimento "aciclico e intermittente", caratterizzato da una grande variabilità delle "azioni motorie"
il calcio è uno sport di sq. fortemente situazionale , collaborativo e imprevedibile come il dribblig.

Grado di difficoltà:

1° steep: I giocatori eseguono una finta e un cambio di direzione quando arrivano in prossimità del cono.
VARIABILI:
-Senza palla: la finta va accompagnata con la rotazione del braccio;
-Gara a chi arriva prima dentro la portina;
-Esercizi con gesti tecnici: doppio passo, con rulllate varie, stop e riprendo ecc.










2° stepp: uno contro uno con il difensore che può muoversi all'interno della striscia
-L'attaccante deve riuscire ad entrare in una delle portine senza farsi toccare o con lo scalpo dietro (scalp-ball, vedi sotto)









3° steep: il difensore non può superare il muro dei coni, può toccare l'attaccante solo all'esterno dei coni, con e senza palla.











4° stepp: senza e con la palla, uno contro uno "libero". si può aggiungere al possessore palla anche uno scalpo



In queste situazioni i giocatori che compiono l'esercizio devono essere al massimo 6 o 8 perché non si devono formare file.

CONSIDERAZIONI FINALI:
Attraverso l'insegnamento e lo svolgimento ottimale dell'esercizio i giocatori imparano il movimento d'inganno della finta e dei cambi di direzione con maggiore naturalezza.
Ogni situazione va prima svolta senza palla e poi in p.p.
Si può creare un 2 contro 1, con due attaccanti e un difensore, successivamente un due contro due ecc. Si possono quindi variare il numero degli attaccanti e dei difensori a piacere.
Al posto delle portine si possono mettere due porte con due portieri. Si possono introdurre pressioni temporali e vincoli tecnici.
il dribbling e in questo caso il duello in partita serve a rompere gli equilibri tattici quandosi gioca con sq. chiuse

misterEzio






lunedì, agosto 14

Allenamento ''allenare la prestazione''

La FGCI   ha giustamente dettato le regole le indicazioni per poter svolgere un allenamento , definendolo 'unità di base'. 
La parola stessa 'unità di base ' richiama decisamente l'importanza dell'allenamento ,la prima pietra migliare per imparare e insegnare a giocare a calcio.
L allenamento è  suddiviso, per la FGCI  in tre parti: riscaldamento-parte centrale - parte finale.
Viene giustamente definito come anche  una progressione pedagogico- fisica  educativa per il giocatore.
In realtà l'allenamento oltre a permettere l 'atleta di prepararsi a carichi fisici   tecnico-tattici successivi e avere una priorità funzionale  ,deve favorire  e sostenere l'incremento alla passione del gioco del calcio e deve trasmettere appunto  un incremento di conoscenze e abilità tecnico tattico e fisico . E' giusto definirlo allenamento 'situazionale' .Il calcio per antonomasia  è un gioco situazionale ., imprevedibile creativo e fortemente collaborativo .Ebbene per me  il modello dell'allenamento deve rispecchiare  e avvicinarsi al gioco stesso . E' il gioco,la prestazione, la partita il vero istruttore. 
Importante  è riportare il modello della partita al modello dell allenamento
L'allenamento deve arricchire  e aumentare il carico cognitivo  del giocatore tramite la messa in campo  appunto  il modello della partita  e le sue molteplici sfaccettature., La prestazione o più semplicemente la partita è lo strumento su cui deve stimolare la stesura di un allenamento.
La partita è  la giusta piattaforma  multifunzionale e polivalente  per  insegnamento del gioco del calcio , 'unico vero strumento per imparare a giocare a calcio.
 L'allenamento è un insieme di micro progetti con obbiettivi diversi e diversificati e ripetibili, in cui il gioco è l'istruttore , mentre  l'allenatore dovrebbe osservare  e stimolare la creatività del giovane giocatore . Il mister durante non dovrebbe dare soluzioni da ricordare ma dovrebbe porre in campo  problemi da risolvere e in questo caso le situazioni sono fondamentali.
La stesura dell'allenamento deve rispecchiare il modello della prestazione ,della partita : 'imparare a giocare a calcio  giocando'
 Nel caso dei più giovani  l'allenamento ,o meglio giocare a calcio , riesce  a compensare le influenze negative che il sistema di vita moderno può produrre, come la mancanza di movimento e di poter vivere in gruppo, e perchè no la possibilità di rapportarsi e confrontarsi con i pari.
Deve essere chiaro che  il carico durante l alenamento  deve essere comunque sempre  graduale con l'obbiettivo di raggiungere  l'obbiettivo  di aumentare le capacità di prestazione, intesa come miglioramento delle  capacità  fisiche, tecniche e tattiche singole e di gruppo.
Tecnicamente l'allenamento deve seguire il  principio della gradualità ,  presentare carichi progressivamente crescenti che riescano garantire ad ogni singolo individuo la realizzazione del suo massimo potenziale creativo ,raggiungendo così  un livello di efficienza e di una maggiore capacità calcistica   Da ciò ne scaturisce che l'allenamento se funzionale ,aumenta la propria capacità di prestazione è il proprio carico cognitivo.
La presenza  continua dell'avversario  durante le situazioni e  creare stress fisico-tattico psicologico tecnico favorisce  il miglioramento del  pensiero tattico del giocatore ''vedo capisco decido''


ALLENAMENTO

Alcune definizioni:
"L'insieme di tutti gli interventi diretti al miglioramento dei fattori modificabili che influenzano la prestazione per ottenere il migliore rendimento".
Non è possibile intervenire su una sola di esse senza influenzare positivamente o
negativamente le altre, l allenamento consiste nel trovare il giusto equilibrio fra carico -interno ed – esterno
''Se un calciatore si allena, migliora e perfeziona le sue capacità'' nella attività di base è il gioco il vero istruttore, insegnante''.
'L' allenamento è un insieme di micro progetti con obbiettivi tecnici-tattici-psicologici, ripetibili'


L’allenamento è determinato da fasi successive e da scelte continue e progressive legate da un comune obbiettivo da perseguire. 
 La creatività del mister, l 'esperienza , la preparazione e gli obbiettivi tecnici, tattici e psicologiche  rappresentano lil valore aggiunto.
 L allenamento diventa un insieme di situazioni, esercizi, giochi e partite a tutto campo, creato come  un PUZZLE da poter formare costruire, predilegendo la  metodologia situazionale , e la creatività.
Il mister deve amplificare  e stimolare il piacere dell allenamento che deve essere ricco di  motivazioni.




Gli strumenti per creare un allenamento sono:

ESERCIZIO : uomo/palla/eventualmente compagno o compagni.Non c'è la presenza dell'avversario  e si può curare l'aspetto tecnico personale , individuale che a coppie che in gruppo

SITUAZIONE : uomo/palla/compagno/avversario – es. 1vs 1- 1vs2- 2vs2-3v3- 4vs6  ecc.Si allenano  le situazioni generali e specifiche a livello tattico,rappresenta un collegamento fra il lavoro tecnico e tattico cioè della partita ., rientrano in questa logica tutte le forme di torelli

POSSESSO PALLA: non c’è ricerca del gol ma nel possesso di   palla c’è continuità di gioco e cultura di gioco. Azzardo con l'affermare che potrebbe essere  che da interpretare come un momento defaticante  con prevalenza aerobica. Non c'è una direzione di gioco.

GIOCO a TEMA : partita con particolari regole di gioco.

PARTITA LIBERA o gioco LIBERO : normale partita, osservare il livello di risposta  del calciatore, e verifica del obbiettivo preffissato.

voglio  definire più nei dettagli   le varie fasi dell'allenamento:
Esercizio= uomo-palla -eventualmente compagni o compagno,non c'è la presenza dell'avversario,l'obbiettivo potrebbe essere la cura della tecnica,giochi con pressioni temporali come staffette, circuiti e giochi
Possessi palla = compagni non ha una direzione, non cè la ricerca del goal non ci sono porte ma nel possesso bisogna ottenere come obbiettivo la continuità di gioco.
Situazione = compagno, avversario , palla . Tiri, partite a ranghi ridotti a tema ecc..
Partita a tema = partita libera o con particolari regole, tocchi , superiorità numerica


L'ordine x creare un allenamento potrebbe essere:
  1. situazione alternata con possessi palla
  2. esercizio
  3. situazione
  4. gioco - sfida
  5. partita (situazione)
Oppure:
  1. esercizio
  2. situazione
  3. partita 11- 11 
  4. gioco - sfida
  5.  doppia Partita, due campi 4 sq. 
L'allenamento deve essere composto da queste componenti ,   e devono essre inserite nella unità di base con qualsiasi  ordine in base all'obbiettivo che il mister siè prefissato
Posiamo cambiare l' ordine dei fattori, delle componenti , ma il risultato non cambia ossia l'allenamento sarà sempre funzionale e intenso

La composizione di un Allenamento può avere una funzione Generale (esercizi situazioni generici) o specifico o monotematico con la valorizzazione di un unico tema o obbiettivo




Elenco di alcuni obbiettivi:
Tecnica di base (Fondamentali)
  1. Calciare
  2. Guida della palla, dominio della palla 
  3. Contrasto
  4. STOP Orientato ''a seguire''
  1. Stop a muro
  2. Colpo di testa
  3. Rimessa laterale
Tecnica Applicata Fase di Possesso
  1. Smarcamento Appoggio
  2. Passaggio
  3. Tiro in porta
  1. Controllo e difesa della palla
  2. Dribbling
  3. stop orientato
Tecnica Applicata Fase di Non Possesso
  1. Marcamento parte debole-parte forte 
  2. Intercettamento
  3. Difesa della porta
  1. Presa di posizione
  2. Contrasto
  3. finta
  4. Contromovimento
  5. pressione
  6. pressing
  7. cambi di direzione
  8. pressing 
  9. marcatura 

TATTICA:
scaglionamento
movimento senza palla ,occupo spazio libero spazio
transizioni
elastico
lavorare per reparti
allena

re al  il gioco difensivo
allenare al gioco d'attacco




Capacità motorie condizionali
  1. Forza
  2. Rapidità
  3. Velocità
  1. Resistenza
  2. Flessibilità
  3. Forza resistente
  1. Forza esplosiva
  2. Forza veloce
  3. Isometria
  4. Reattività
Capacità motorie coordinative
  1. Differenziazione
  2. Trasformazione
  3. Equilibrio
  4. Capacità di orientamento
  5. acrobaticità
  1. Ritmizzazione
  2. Combinazioni motorie
  3. Reazione agli stimoli








Nel programmare gli allenamenti  si devono tenere presenti alcuni sani lapidari  principi e concetti per migliorare l efficacia e il rendimento della singola Unità di Base:

Alternanza tra possesso palla ,situazione ed esercizio

 Dal facile al difficile
 lavorare in piccoli gruppi
 Alternanza tra lavoro e pause
 Variazione delle esercitazioni per fornire sempre nuovo stimoli
 Allenare in modo simile alla gara programmare almeno 2 partite a RANGHI RIDOTTI
 Assenza di tempi morti, non creare file di attesa
 Ripetizione di quanto insegnato e appreso
 Scomposizione dei gesti (metodo analitico)
 Correzione costante dell’errore 
 Grande attenzione al singolo, mandare spesso dei rinforzi 



Questi sono solo alcuni obbiettivi che il mister tramite la l allenamenndo dovrebbe raggiungere.
 La scelta di essi dipenderà dalla preparazione e dalla filosofia del mister.
l importante è che l allenamento sia indirizzato al miglioramento della prestazione, imettendo  al centro ci sia il giocatore la persona, che la qualità della prestazione.
L errore più banale che si è ripetuto negli ultimi anni è stato di creare allenamenti ponendo come obbiettivi il ''rendimento' e la vittoria a tutti i costi'.....senza rinforzare il valore della prestazione e  del gioco.


''ciò che non apprende un bambino difficilmente verrà appreso da ragazzo''


misterEzio













Considerazioni del 2x2 e 3x3 le situazioni pilota ''allenare la prestazione''

La situazione , le partite a ranghi ridotti,  hanno  la pecularietà di avere sempre la presenza dell'avversario e proprio per questo risultano  essere molto allenanti in quanto  permettono , in situazione di difficoltà, di acquisire e migliorare le abilità tecniche e tattiche individuali.
Queste situazioni permettono al giocatore di  e adattarsi sempre con maggiore velocità di pensiero al continuo cambiamento del gioco , abituandosi al nuovo in maniera naturale.
Inoltre favoriscono  e rafforzano  la formazione e il consolidamento del senso del noi, che per amalgamare un gruppo sq. è fondamentale.
Le situazioni sono l essenza del gioco  della tattica  collettiva, in quanto costringono il giocatore a collaborare, senza che il mister debba  imporre ruoli e strategie per per ottenere il l obbiettivo del principio dell' aiuto reciproco.
Il calcio essendo un gioco di squadra , imprevedibile,situazionale, e fortemente collaborativo ,
 chiede al giocatore di essere disponibile per un gioco situazionale in cui ogni azione di gioco si presenta sempre in forma diversa.
Mi sono chiesto quale sia la situazione di gioco che prevede l applicazione dei principi fondamentali della tattica collettiva, nelle due fasi fondamentali per la costruzione del gioco cioè  nelle due fasi offensiva e difensiva cosi come in possesso palla e in non possesso palla.
La fgci considera la più piccola situazione  , numericamente parlando, cioè il 2x2 fondamentale per la formazione tattica collettiva  dovrebbe racchiudere  tutte le variabili per favorire lo sviluppo di una azione di gioco. Osservazioni molto giuste.
Io mi permetto di fare una piccola deviazione sul tema con alcune osservazioni: la situazione del 2x2 , (come giustamente afferma  anche  giustamente  mister Simone Mazzali  nel suo libro ''la zona nel calcio.....'')questa situazione  è rivolta alla coppia di giocatori la quale possiede dei connotati tattici differenti da una situazione collettiva di gruppo.
Condivido anch'io e ne sono altrettanto convinto che il vero  primo mattone che è neccessario per la costruzione del gioco collettivo sia invece il 3x3.
Nel  2x2 il possessore palla, nella creazione dell azione di gioco,  ha solo una scelta di collaborazione con un unico  compagno,  che significa un unico passaggio ,un unico appoggio.
Il 3x3 consente al possessore palla di avere due scelte , cioè due appoggi , (due compagni e quindi   due passaggi) questa doppia possibilità si avvicina decisamente  molto di più al modello della partita e al senso colletivo di sq.
 Infatti io ritengo che il possessore di palla durante una partita , in qualsiasi zona del campo si trovi , la sq. i compagni devono creare le condizioni che  il p.p. possa avere almeno due possibilità di scarico del pallone , cioè  due compagni liberi  (appoggi) a distanza di gioco ,questo  accade nel 3x3.
Questo favorisce il  movimento senza palla dei due appoggi , in anticipo,  in maniera naturale e partecipativa.
Il  3x3 è per me  una situazione di gioco più formativo più allenante del 2x2  sia   a livello tattico  collettivo e si avvicina molto, in maniera reale, alle azioni che compongono la partita 11x11.
Esercitando la squadra al 3x3 la costruzione del gioco collettivo migliora in maniera naturale.


misterezio
(vi invito anche a leggere il mio precedente articolo 'partite a ranghi ridotti'' presente nel mio blog)

misterEzio

venerdì, agosto 4

stagione 2017/2018

Anche quest'anno ,stagione calcistica  2017/2018 , confermo  la mia partecipazione e presenza all 'USD PONTE DEI NORI, sia come mister degli esordienti  , che come responsabile del settore giovanile cioè della attività di base .

sabato, luglio 15

COME GESTIRE IL POST PARTITA

In questo articolo desidero affrontare una problematica piuttosto impegnativa : come gestire ''la frustazione '' e le reazioni che un giovane giocatore potrebbe subire dopo una o più partite perse e mal giocate.
Per un ragazzo dai 5 ai 12..13 anni, dopo aver perso in malo modo una partita non sempre riesce a rielaborare , in tempi stretti lo stress e la frustrazione che il risultato negativo porta con se.
Risulta essere fondamentale e importante  che il mister riesca  a  gestire il dopo partita  con buon senso , senza eccedere in comportamenti o reazioni esasperate,  sia agendo nel  gruppo che del singolo.
Il mister  deve tenere ben presente che la partita è il cumolo di energie, di valori positivi e propositivi , di impegno, di passione del lavoro svolto negli allenamenti precedenti.
 Il mister prima di parlare alla sq. dopo una partita persa , dovrebbe soffermarsi e valutare il da farsi quindi a soppesare  ogni propria riflessione  senza agire di impulso e sparare a freddo  sentenze negative ,  accusando   la sq . o il singolo , reo  di non aver ottenuto una vittoria, senza tenere presente  che  il giocatore possa aver giocato convinto di aver dato tutto se  stesso.
In tanti anni che alleno non ho conosciuto nessun giocatore che si prepara ad andare il campo per perdere!!!!!!!!!!!
E' responsabilità del mister  imparare e  gestire  il post partita con il gruppo sq.  in maniera intelligente sia in caso di vittoria che di sconfitta. Nella attività di base allenare  gestire un  gruppo è una vera e propria mission.
La  prima reazione del mister che ha appena perso una partita deve avere come obbiettivo di mantenere un atteggiamento comunque  positivo  , ricercando nella immediatezza ,comportamenti e atteggiamenti tecnici tattici e collaborativi importanti  accaduti in partita , inoltre  deve riuscire ad  ascoltare e osservare ciascun ragazzo e le loro reazione, se occorre anche in silenzio.
Deve evitare di rimarcare gli errori svolti   durante la partita , specie dopo   un risultato negativo ma suggerire e trovare le soluzioni a cosa non è andato nel verso giusto e fare in modo che gli stessi errori non si ripetano.
 Un bravo e preparato   mister deve ricercare la parte positiva della partita, e    ripartire con un atteggiamento positivo.
Il mister deve  così mostrare sempre  il  bicchiere mezzo pieno.
Deve  quindi comunicare sempre in positivo alla  sq.,con un linguaggio adeguato pacato . deve trasmettere il messaggio, in maniera categorica  e convincente, il concetto che dopo una sconfitta ogni sq.e ogni giocatore ha la possibilità e la capacità di riprovarci , con l obbiettivo  di metterci un impegno ancora  crescente.
Il mister  incide in particolare nella attività di base della crescita  del giovane giocatore , deve trasmettere sempre  i giusti valori di cui lo sport e il calcio è un portatore sano, è evidente che dipende da che lettura  una lettura o meglio  che  comportamento o reazione  che il misetr assume appunto nel dopo partita  o allenamento.
 Quanto potrebbe essere pericoloso  se il mister non intuisce  o  capisce da subito  l importanza  di intraprendere  una strategia giusta  e ben chiara?,quando si rivolge a parlare   al singolo o  alla squadra -gruppo?
Non possiamo sottacciere delle responsabilità di noi mister....
 Da subito vorrei  precisare che la frustrazione è quella situazione psicologica in cui il ragazzo sperimenta il proprio impedimento alla soddisfazione , COME PERDERE UNA PARTITA O NON GIOCARE,  di un suo particolare desiderio , aspirazione, aspettattiva , bisogno,  o motivazioni.
Lo stato di frustrazione dopo una partita persa può essere causa o effetto di stress psicofisico che potrebbero generare reazioni personali depressivi momentanee ,  o processi difensivi che si esprimono in reazioni anche  aggressive , o  di apparenti e momentanei perdite di interesse in quello che si sta facendo , come appartenere ad una squadra o giocare a calcio.
Tutto ciò rispecchia  una reazione momentanea  che se gestita dal mister in maniera giusta potrebbe sfociarsi con  la volontà di manifestare   di non voler più giocare a calcio.
La capacità e abilita comunicativa del mister  trasformare  la frustazione   in stimolo positivo .
 Riconoscendo al gruppo  il limite attuale come intrenseco e inevitabile per la sua  crescita ma nello stesso tempo  si deve accettare che si può superare e migliorare sempre, dopo una partita persa ,c è sempre un altra partita da giocare.
Ebbene è proprio in questi stati d animo confusi  del giocatore  e del gruppo che il mister deve dimostrare le proprie capacità di intervento per tentare di emarginarle,, dovrebbe atteggiarsi come un pompiere e certo come un piromane.
Dovrebbe evitare frasi  come '' vi aspetto al prossimo allenamento e aspettatevi una sonora ramanzina ...o lavata di capo ecc...'' ancora ''mi vergogno di allenarvi'''..' avete fatto pena'' e più chi ne ha più ne metta.  Dopo aver perso. scaricare le responsabilità alla sq. è colpevolmente banale ,con il rischio di creare ulteriori tensioni e incomprensioni ,che frenano  la possibilità del gruppo e del singolo la volontà di rielaborare comunque positivamente  lo stress negativo dopo  es, una partita persa male.....
Questo dimostra quanto sia importante che il mister abbia un giusto atteggiamento sia nella valutazione della partita e del comportamento del gruppo.
Con il  suo intervento se positivo e comunque di fiducia , aiuta  il giovane giocatore  e al gruppo a superare  e rielaborare le  frustrazione in tempi molto più  brevi .
Il mister ha il compito di rendere lieve, sminuendola riducendola ai minimi termini , la frustazione e deve avere un atteggiamento comunque positivo ,ricercando sempre  gli aspetti positivi della prestazione evitando di avere un comportamento  negativo o accusatorio e di distacco  che potrebbe comportare un distacco di rottura con il  gruppo.
Se la sq. perde ,o gioca male e responsabilità  è anche del  mister.
Il  mister con il suo intervento  positivo riduce  la frustazione in una condizione lieve , solo così facendo il mister, permette al giovane giocatore , di favorire lo sviluppo della propria  personalità indirizzandolo verso la  maturazione psicofisico
Per assurdo io penso che dare il valore equilibrato all'  agonismo, cosi come ,  o meglio per il semplice fatto di fare parte di un gruppo, tende a togliere al giovane giocatore a livello personale  tensioni e ansia ulteriori.
Il  calcio, o meglio gli sport di gruppo sono autentiche PALESTRE DI VITA e opportunità di crescita per le nuove generazioni.
Si può anche affermare chi il gioco del calcio essendo uno sport di squadra imprevedibile fortemente situazionale creativo e collaborativo possa in qualche maniera  rappresentare la metafora della vita, del quotidiano ......
I giovani se  perdono spesso le partite o non giocano, accumulano situazioni frustranti che non riescono rielaborare.
Tutto ciò  potrebbe diventare un carico insopportabile , che  potrebbe sfociare  con l abbandono al gioco.
Se  il mister, al contrario,  dimostra aver fiducia verso il singolo e il gruppo  esercita una azione equilibratrice aumentando la resistenza o meglio la resilienza che permette  superare le frustrazioni.
La loro incapacità di rielaborare e reagire potrebbe portare anche all abbandono della attività sportiva principalmente causata da una eccessiva auto svalorizazione,
 La frustazione che provoca  una partiata persa male spesso  è troppo forte  per il giocatore e l' IO  spesso è ancora debole,è importante che il mister inserisca nella programmazione   la componente 'del gruppo' che diventa uno strumento per mettersi in gioco e prendere iniziative e di contatto con gli altri compagni.
IL  ragazzo capisce che è tramite il gruppo che si possono raggiungere determinati risultati
Questo gli permette di migliorare le relazioni sociali e di  riuscire appunto  a convivere  con le frustazioni con il giusto equilibrio,questo atteggiamento permette di evidenziare  la coesione e l efficacia di vivere nel gruppo.
 Diventano così questi principi  preminenti sul risultato e sulle eventuali frustazioni. .  
ILa sfida ,la partita, la prestazione  deve essere vissuta come l atteggiamento di misurarsi e con gli altri,  cioè con l avversario,in un confronto senza minacciare l intregrità e l equilibrio dell'io e della squadra.
Io sono convinto che la frustrazione è provata contemporaneamente in diverse partite di seguito , si potrebbe espendere  e manifestarsi negativamente alla propria fiducia di se stessi, e potrebbe riaffiorre un senso di sfiducia : è proprio nell invertire la rotta la 'mission'  del mister,che deve sempre avere ,nei confronti del gruppo un atteggiamento  positivo e propositivo.
Il calcio è un gioco, è nel gioco un ragazzo rivela propria personalità il proprio stato d animo  che gli permette di rapportarsi con il mondo che lo circonda e per questo non posso sottacciere le responsabilità che nella modulazione delle risposte , nella comunicazione verso il gruppo e il singolo.
SEMPLICEMENTE:
 'LASCIAMOLI GIOCARE E A CRESCERE SERENAMENTE!
misterEzio

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